<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commentaires sur : Nouvel épisode dramatique de l’immigration illégale dans le détroit de Sicile</title>
	<atom:link href="http://maghrebinfo.actu-monde.com/archives/article583.html/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://maghrebinfo.actu-monde.com/archives/article583.html</link>
	<description>Informations du Maghreb et du Monde</description>
	<lastBuildDate>Tue, 16 Mar 2010 15:31:38 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
	<item>
		<title>Par : Danton</title>
		<link>http://maghrebinfo.actu-monde.com/archives/article583.html#comment-2242</link>
		<dc:creator>Danton</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 13:53:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://maghrebinfo.actu-monde.com/?p=583#comment-2242</guid>
		<description>Un paradox qui ressemble un article du canard enchainé.
A faire circuler.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un paradox qui ressemble un article du canard enchainé.<br />
A faire circuler.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Par : Robespierre</title>
		<link>http://maghrebinfo.actu-monde.com/archives/article583.html#comment-1855</link>
		<dc:creator>Robespierre</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 17:33:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://maghrebinfo.actu-monde.com/?p=583#comment-1855</guid>
		<description>Un article qui est un paradox formidable.
A faire circuler dans le web.

Robespierre</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un article qui est un paradox formidable.<br />
A faire circuler dans le web.</p>
<p>Robespierre</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Par : jay</title>
		<link>http://maghrebinfo.actu-monde.com/archives/article583.html#comment-1326</link>
		<dc:creator>jay</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 13:16:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://maghrebinfo.actu-monde.com/?p=583#comment-1326</guid>
		<description>54 clandestini italiani salvati in mare


Una motovedetta tunisina è intervenuta questa mattina all’alba per portare soccorso a un peschereccio che si dirigeva verso le coste della Tunisia con a bordo 54 clandestini italiani. Il salvataggio è avvenuto a circa 20 miglia marine da Cap Bon, il promontorio tunisino più vicino alle coste siciliane.
Le fonti della capitaneria di porto di El Awaria hanno dichiarato che il peschereccio stava andando alla deriva, avendo l’equipaggio abbandonato il natante a bordo di un gommone a motore dopo aver lasciato gli extramagrebini alla loro sorte.
I militari tunisini sono saliti a bordo del natante, rimorchiandolo quindi nel porto di El Awaria dopo aver prestato i primi soccorsi alle persone.
I 54 italiani sono stati sbarcati e ricoverati temporaneamente nel Centro di accoglienza della cittadina costiera. Qui sono stati rifocillati e visitati dai medici della Mezzaluna Rossa. Solo una donna incinta, che lamentava un malore, è stata condotta in elicottero al più vicino ospedale per accertamenti. I medici l’hanno trattenuta per ulteriori controlli.
I 54 italiani, tutti privi di documenti, hanno dichiarato di provenire da diverse regioni italiane: Campania, Lazio, Marche, Piemonte e Abruzzo. Si erano imbarcati a Capo Passero, pagando circa 1.500 euro a testa per il passaggio in mare.
Col mare calmo la traversata richiede circa 30 ore. Purtroppo, a metà della traversata il mare si è ingrossato e il vecchio peschereccio ha iniziato a imbarcare acqua.
Da qui la fuga in gommone dei due uomini dell’equipaggio, forse spaventati dalle conseguenze possibili. Solo l’intervento di un guardacoste della marina tunisina ha evitato il peggio.
Gli italiani hanno dichiarato di voler rifugiarsi in Tunisia per lasciare alle spalle situazioni di lavoro precario, disoccupazione e difficoltà economiche e sociali.
Tra di loro 6 persone di mezza età che, vittime di ristrutturazioni aziendali, si sono ritrovati senza occupazione e forme di sussidio. Molti giovani hanno lamentato la situazione precaria del lavoro e l’impossibilità di costruire un futuro. Altri si sono dichiarati vittime dell’enorme incremento dei mutui residenziali.
Dei 54 italiani, molti laureati, 12 vorrebbero rimanere in Tunisia e cercare lavoro nel settore turistico alberghiero, 33 aspirano a un visto per gli Emirati Arabi, i rimanenti per altre destinazioni.
Da segnalare che due coppie gay, una maschile e una femminile, hanno intenzione di chiedere asilo politico al Sud Africa, Paese che nella propria Costituzione garantisce la non discriminazione per orientamento sessuale.
Il Ministro degli esteri tunisino ha già preso contatto con le Autorità italiane affinché si arrivi al più presto a un accordo che impedisca l’imbarco di extramagrebini per la Tunisia dalle coste siciliane. La Tunisia si è dichiarata disponibile a fornire al Governo italiano equipaggi addestrati e natanti per rinforzare la vigilanza nel canale di Sicilia.
La Tunisia si farà portavoce all’ONU perché si crei una collaborazione fra tutti i Paesi del Nord Africa e l’Italia al fine di migliorare i controlli costieri e marittimi, e mobilitare l’Alto Commissariato per i profughi così da approntare centri di accoglienza sotto controllo ONU. I 54 italiani, dopo gli accertamenti sull’identità e la provenienza, saranno smistati nei prossimi giorni verso i centri più capienti e attrezzati di Hammamet e Djerba dove gli extramagrebini saranno ospitati in apposite strutture con camere a due letti più doccia e servizi igienici, aria condizionata, tv satellitare, internet wi-fi. A tutti gli extramagrebini è assicurata l’assistenza medica e psicologica dai servizi sociali di prima accoglienza tunisini.

Giulio Ardenghi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>54 clandestini italiani salvati in mare</p>
<p>Una motovedetta tunisina è intervenuta questa mattina all’alba per portare soccorso a un peschereccio che si dirigeva verso le coste della Tunisia con a bordo 54 clandestini italiani. Il salvataggio è avvenuto a circa 20 miglia marine da Cap Bon, il promontorio tunisino più vicino alle coste siciliane.<br />
Le fonti della capitaneria di porto di El Awaria hanno dichiarato che il peschereccio stava andando alla deriva, avendo l’equipaggio abbandonato il natante a bordo di un gommone a motore dopo aver lasciato gli extramagrebini alla loro sorte.<br />
I militari tunisini sono saliti a bordo del natante, rimorchiandolo quindi nel porto di El Awaria dopo aver prestato i primi soccorsi alle persone.<br />
I 54 italiani sono stati sbarcati e ricoverati temporaneamente nel Centro di accoglienza della cittadina costiera. Qui sono stati rifocillati e visitati dai medici della Mezzaluna Rossa. Solo una donna incinta, che lamentava un malore, è stata condotta in elicottero al più vicino ospedale per accertamenti. I medici l’hanno trattenuta per ulteriori controlli.<br />
I 54 italiani, tutti privi di documenti, hanno dichiarato di provenire da diverse regioni italiane: Campania, Lazio, Marche, Piemonte e Abruzzo. Si erano imbarcati a Capo Passero, pagando circa 1.500 euro a testa per il passaggio in mare.<br />
Col mare calmo la traversata richiede circa 30 ore. Purtroppo, a metà della traversata il mare si è ingrossato e il vecchio peschereccio ha iniziato a imbarcare acqua.<br />
Da qui la fuga in gommone dei due uomini dell’equipaggio, forse spaventati dalle conseguenze possibili. Solo l’intervento di un guardacoste della marina tunisina ha evitato il peggio.<br />
Gli italiani hanno dichiarato di voler rifugiarsi in Tunisia per lasciare alle spalle situazioni di lavoro precario, disoccupazione e difficoltà economiche e sociali.<br />
Tra di loro 6 persone di mezza età che, vittime di ristrutturazioni aziendali, si sono ritrovati senza occupazione e forme di sussidio. Molti giovani hanno lamentato la situazione precaria del lavoro e l’impossibilità di costruire un futuro. Altri si sono dichiarati vittime dell’enorme incremento dei mutui residenziali.<br />
Dei 54 italiani, molti laureati, 12 vorrebbero rimanere in Tunisia e cercare lavoro nel settore turistico alberghiero, 33 aspirano a un visto per gli Emirati Arabi, i rimanenti per altre destinazioni.<br />
Da segnalare che due coppie gay, una maschile e una femminile, hanno intenzione di chiedere asilo politico al Sud Africa, Paese che nella propria Costituzione garantisce la non discriminazione per orientamento sessuale.<br />
Il Ministro degli esteri tunisino ha già preso contatto con le Autorità italiane affinché si arrivi al più presto a un accordo che impedisca l’imbarco di extramagrebini per la Tunisia dalle coste siciliane. La Tunisia si è dichiarata disponibile a fornire al Governo italiano equipaggi addestrati e natanti per rinforzare la vigilanza nel canale di Sicilia.<br />
La Tunisia si farà portavoce all’ONU perché si crei una collaborazione fra tutti i Paesi del Nord Africa e l’Italia al fine di migliorare i controlli costieri e marittimi, e mobilitare l’Alto Commissariato per i profughi così da approntare centri di accoglienza sotto controllo ONU. I 54 italiani, dopo gli accertamenti sull’identità e la provenienza, saranno smistati nei prossimi giorni verso i centri più capienti e attrezzati di Hammamet e Djerba dove gli extramagrebini saranno ospitati in apposite strutture con camere a due letti più doccia e servizi igienici, aria condizionata, tv satellitare, internet wi-fi. A tutti gli extramagrebini è assicurata l’assistenza medica e psicologica dai servizi sociali di prima accoglienza tunisini.</p>
<p>Giulio Ardenghi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
