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Nouvel épisode dramatique de l’immigration illégale dans le détroit de Sicile

13 personnes ont perdu la vie en mer alors qu’elles tentaient de joindre l’Europe à bord d’un bateau de fortune qui fait naufrage, 13 corps repêchés par un navire italien dans le détroit de la Sicile entre la Libye et l’Italie.

C’est encore une fois le drame en mer, une traversée qui tourne au cauchemar pour ces femmes et ces hommes qui tentaient de joindre l’Europe à bord d’une embarcation qui a chaviré dans le détroit de Sicile, sous les yeux des occupants d’un navire italien cette fois, ce qui a sans doute permis de sauver 27 vies.

Ces deux dernières semaines, les navires qui croisent dans le détroit de Sicile entre la Libye et l’Italie, ont repêches presque un corps de naufrager par jour, le dernier hier, sur un écueil de Linosa autre petite île sicilienne sur le chemin d’immigrants, des morts sans noms dont personnes ne parle, mais cette fois un chalutier italien a assisté à la énième tragédie de la mer qui a fait 13 victimes, jeudi soir content les marins, ils étaient à une cinquantaine de miles des côtes libyennes quand ils ont vu une embarcation qui avançait difficilement à d’une mer et d’un vent très fort, puis une vague plus forte que les autres a fait chavirer le canot pneumatique et les émigrants se sont retrouvés dans l’eau, le hurlement, appels aux secours, manœuvres au sauvetage rendues compliquées par la cage a thon attachée au bateau de pêche italien, 27 personnes enfin parviennent à se hisser à bord. Les 20 hommes et 7 femmes sont transférés sur une embarcation de la marine militaire dépêchée sur les lieux. Les recherches commencent immédiatement pour les naufragés, 3 corps sont vite retrouvés, ceux dont avaient parlé les rescapés, puis hier 10 autres corps, au total donc 13 victimes mais on ne sait pas si ils sont tous de ce dernier naufrage. C’est la 2ème fois que le chalutier italien participe à un naufrage, en novembre dernier il avait porté secours à 54 personnes, toujours hier 40 migrants ont été secourus eux par une vedette de la garde-côtes de Lampedusa, l’île sicilienne ou le 28 juin prochain, sera inauguré un monument à la mémoire des migrants qui ont perdu la vie en mer.

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Posté par R. Maghari le 7 juin 2008

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2 Reponses à “Nouvel épisode dramatique de l’immigration illégale dans le détroit de Sicile”

  1. jay,


    54 clandestini italiani salvati in mare

    Una motovedetta tunisina è intervenuta questa mattina all’alba per portare soccorso a un peschereccio che si dirigeva verso le coste della Tunisia con a bordo 54 clandestini italiani. Il salvataggio è avvenuto a circa 20 miglia marine da Cap Bon, il promontorio tunisino più vicino alle coste siciliane.
    Le fonti della capitaneria di porto di El Awaria hanno dichiarato che il peschereccio stava andando alla deriva, avendo l’equipaggio abbandonato il natante a bordo di un gommone a motore dopo aver lasciato gli extramagrebini alla loro sorte.
    I militari tunisini sono saliti a bordo del natante, rimorchiandolo quindi nel porto di El Awaria dopo aver prestato i primi soccorsi alle persone.
    I 54 italiani sono stati sbarcati e ricoverati temporaneamente nel Centro di accoglienza della cittadina costiera. Qui sono stati rifocillati e visitati dai medici della Mezzaluna Rossa. Solo una donna incinta, che lamentava un malore, è stata condotta in elicottero al più vicino ospedale per accertamenti. I medici l’hanno trattenuta per ulteriori controlli.
    I 54 italiani, tutti privi di documenti, hanno dichiarato di provenire da diverse regioni italiane: Campania, Lazio, Marche, Piemonte e Abruzzo. Si erano imbarcati a Capo Passero, pagando circa 1.500 euro a testa per il passaggio in mare.
    Col mare calmo la traversata richiede circa 30 ore. Purtroppo, a metà della traversata il mare si è ingrossato e il vecchio peschereccio ha iniziato a imbarcare acqua.
    Da qui la fuga in gommone dei due uomini dell’equipaggio, forse spaventati dalle conseguenze possibili. Solo l’intervento di un guardacoste della marina tunisina ha evitato il peggio.
    Gli italiani hanno dichiarato di voler rifugiarsi in Tunisia per lasciare alle spalle situazioni di lavoro precario, disoccupazione e difficoltà economiche e sociali.
    Tra di loro 6 persone di mezza età che, vittime di ristrutturazioni aziendali, si sono ritrovati senza occupazione e forme di sussidio. Molti giovani hanno lamentato la situazione precaria del lavoro e l’impossibilità di costruire un futuro. Altri si sono dichiarati vittime dell’enorme incremento dei mutui residenziali.
    Dei 54 italiani, molti laureati, 12 vorrebbero rimanere in Tunisia e cercare lavoro nel settore turistico alberghiero, 33 aspirano a un visto per gli Emirati Arabi, i rimanenti per altre destinazioni.
    Da segnalare che due coppie gay, una maschile e una femminile, hanno intenzione di chiedere asilo politico al Sud Africa, Paese che nella propria Costituzione garantisce la non discriminazione per orientamento sessuale.
    Il Ministro degli esteri tunisino ha già preso contatto con le Autorità italiane affinché si arrivi al più presto a un accordo che impedisca l’imbarco di extramagrebini per la Tunisia dalle coste siciliane. La Tunisia si è dichiarata disponibile a fornire al Governo italiano equipaggi addestrati e natanti per rinforzare la vigilanza nel canale di Sicilia.
    La Tunisia si farà portavoce all’ONU perché si crei una collaborazione fra tutti i Paesi del Nord Africa e l’Italia al fine di migliorare i controlli costieri e marittimi, e mobilitare l’Alto Commissariato per i profughi così da approntare centri di accoglienza sotto controllo ONU. I 54 italiani, dopo gli accertamenti sull’identità e la provenienza, saranno smistati nei prossimi giorni verso i centri più capienti e attrezzati di Hammamet e Djerba dove gli extramagrebini saranno ospitati in apposite strutture con camere a due letti più doccia e servizi igienici, aria condizionata, tv satellitare, internet wi-fi. A tutti gli extramagrebini è assicurata l’assistenza medica e psicologica dai servizi sociali di prima accoglienza tunisini.

    Giulio Ardenghi


  2. Robespierre,


    Un article qui est un paradox formidable.
    A faire circuler dans le web.

    Robespierre


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